Le botti per l’invecchiamento dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena devono essere di legni diversi e posizionate in batteria in ordine decrescente, dalla più grande alla più piccola.
Per l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, invecchiato 12 o 25 anni, si possono usare solo determinate tipologie di legno per realizzare le botti che ne guidano l’invecchiamento: castagno, ciliegio, ginepro, gelso, rovere, acacia.
Ogni tipologia di legno dona all’Aceto, negli anni, un’essenza diversa:
Il Castagno, grazie ai tannini di cui è carico, tinge di scuro l’Aceto in esso contenuto
Il Ciliegio riempie il suo “ospite” di profumi morbidi, delicati e al tempo stesso persistenti, tipici del frutto stesso
Il Ginepro ha una forte essenza aromatica che penetra a fondo nel prodotto conferendogli una fragranza del tutto particolare, molto gustosa
Il Gelso è da sempre utilizzato nelle acetaie modenesi per la sua estrema malleabilità e resistenza nel tempo
Il Rovere, caratteristico per la sua durezza e resistenza alle intemperie, garantisce un ottimo invecchiamento
L’Acacia, legno dalla forte essenza, di colore giallo rossastro e dalla fibra sottile e compatta, altamente resistente all’umidità
Ogni botte ha una sua storia, una sua provenienza: ne custodiamo una che risale addirittura all’Età Napoleonica.
Ed è tradizione di famiglia dedicare ad ogni “erede” una batteria di botti che riporta sovrascritto il nome della persona a cui è dedicata e trasmessa in eredità.
A proposito: lo sapevate?
La tradizione (ancora oggi esistente) vuole che alla nascita di ogni erede venga impiantata una nuova batteria che, 25 anni dopo, diventerà la dote di ogni sposa per le nozze.
” Scritta da Ermes Malpighi Maestro degustatore Dell’aceto Balsamico di Modena ” Nostro PATNER Di cui Siamo Orgogliosi di Lavorare Assieme .

